Dopo una discussione con dei colleghi, ho deciso di pubblicare qualche informazione per chi non conosce Zettabyte File System.

ZFS è un file-system open source sviluppato dalla Sun Microsystems per il suo sistema operativo Solaris 10 e reso disponibile anche nella versione open source denominata OpenSolaris.

E' un file-system a 128 bit, capace quindi di mantenere qualcosa come 18 miliardi di miliardi di volte più informazioni rispetto agli attuali file-system a 64 bit !!!! Per questo i limiti sono talmente alti che risultano essere praticamente infiniti per le applicazioni attuali. Il capo del team di ZFS, Jeff Bonwick, ha detto riguardo a ZFS che "per riempire un file system a 128 bit non sarebbero bastati tutti i dischi della terra".

ZFS si basa su insiemi di spazi, chiamati pools. Ogni pool può essere composto di uno o più dischi interi, oppure partizioni o anche singoli files usati come contenitori dei dati. Ad un singolo pool può essere aggiunta un’infinità di questi dischi di vario genere, anche di tipo e dimensioni differenti, senza riformattare o ripartizionare.

Proprio il concetto del partizionamento non ha più senso con ZFS, infatti all’interno di un pool è possibile creare diverse partizioni chiamate file system, senza un’allocazione iniziale, tutti i files system condivideranno il pool e le dimensioni non saranno fisse tra loro. Quando tutto lo spazio nel pool è pieno, sarà possibile aggiungere un nuovo disco/partizione/file al pool e tutti i file system al suo interno ne beneficieranno, il tutto senza nemmeno dover fermare o riavviare il sistema né smontare i file system !

All’interno di un pool è anche possibile assegnare delle percentuali di spazio riservato, oppure delle quote massime di utilizzo dello spazio. E’ possibile creare dei sistemi raid software sia mirroring (raid-1) sia raidz, questi ultimi simili ai raid-5 ma senza sprechi di spazio, fino ad ottenere un’affidabilità assoluta. Ogni singolo blocco di dati in un file system ZFS possiede un checksum che se, durante una lettura non corrisponde con quello calcolato, verrà riletto da un altro disco in raid e automaticamente corretto il blocco danneggiato.

Altre caratteristiche uniche includono gli snapshot (copie in sola lettura dei volumi) e le clonazioni (che generano un nuovo file system ZFS da uno preesistente), possibilità native di backup incrementali, numero e dimensioni di files directory praticamente infiniti, compressione dei dati, e migrazione semplice dei volumi, il tutto con l’uso di due soli e semplici comandi: uno per i pool (zpool) e uno per i file system al loro interno (zfs).

Per chi volesse provare ZFS, può installare OpenSolaris o scaricare zfs on FUSE/Linux (o zfs-fuse).

Qualche link:

La scorsa settimana Microsoft ha pubblicato questo documento riguardante le modifiche alle politiche di licensing, rimuovendo in particolare il vincolo dei 90 giorni necessari per riassegnare una licenza ad un server dopo averla spostata all'interno della propria server farm. Tutte le licenze Microsoft sono assegnate ad un server fisico, pertanto se una macchina virtuale viene spostata su un server privo della licenza per il sistema operativo o l'applicazione installata, per Microsoft si tratta di un trasferimento di licenza. Con le precedenti limitazioni imposte dalle politiche di licensing introdotte nel 2005, per riassegnare tale licenza su un altro host fisico dovevano trascorrere almeno 90 giorni, con effetti evidentemente catastrofici sulla virtualizzazione e sulla migrazione a caldo.

Facciamo un esempio: se abbiamo tre macchine virtuali con SQL Server 2005 in una server farm VMWare fatta di otto server fisici, per effetto delle precedenti politiche di licenza avremmo dovuto acquistare 24 licenze di SQL Server 2005 Standard Edition (3 x 8) !!!
In alternativa avremmo potuto acquistare otto licenze SQL Server 2005 Enterprise Edition, che consentono un numero illimitato di macchine virtuali in esecuzione su uno stesso host fisico.

Con l'attuale modifica fatta al licensing acquisteremo solamente tre licenze di SQL Server, liberamente trasferibili tra i nodi del cluster VMWare senza limitazioni e con un impatto finanziario decisamente più basso.

Stu Radnidge e Shyam Madhavan di Vinternals hanno realizzato un tool molto interessante, chiamato Statelesx (che per effetto della pronuncia inglese diventa Stateless ESX).

Grazie a questo tool gli amministratori VMWare possono definire un file di configurazione tramite interfaccia web (comprendendo le informazioni sulle reti, la configurazione HA, il DRS, etc) e associarlo a ciascun host ESX.

Il tool funziona solo sulla versione 3.5 ed utilizza Pyton e un Java listener disponibile come virtual appliance per la gestione della configurazione.

Tramite questo tool è possibile applicare la configurazione a nuovi ESX server aggiunti all'infrastruttura, mantenendo un backup della configurazione stessa per ciascun server.

 

Con il Service Pack 2 di SQL Server 2005 Microsoft ha introdotto la possibilità per i DBA di utilizzare reports personalizzati. Questa feature è disponibile cliccando con il tasto destro del mouse su un oggetto dell'object explorer (ad esempio il database o la singola tabella) e quindi sulla voce Reports

object_explorer  

Microsoft ha inoltre rilasciato un tool, denominato Performance Dashboard (scaricabile qui: http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyId=1d3a4a0d-7e0c-4730-8204-e419218c1efc&displaylang=en) che definisce una serie di reports i quali forniscono indicazioni sulle performance del vostro SQL Server utilizzando le dynamic management views (DMVs).
Attenzione: i reports funzionano solamente se è installato il Service Pack 2 di SQL Server 2005.

Attraverso i custom reports di Performance Dashboard sono disponibili, come recita il sito web sopra citato:

Common performance problems that the dashboard reports may help to resolve include:

  • CPU bottlenecks (and what queries are consuming the most CPU)
  • IO bottlenecks (and what queries are performing the most IO)
  • Index recommendations generated by the query optimizer (missing indexes)
  • Blocking
  • Latch contention

Una volta installato il package .msi scaricato dal suddetto link, occorre entrare in SQL Server Management Studio ed aprire il file C:\Program Files\Microsoft SQL Server\90\Tools\PerformanceDashboard\setup.sql. Eseguite questo script per creare nell'msdb tutte le stored procedures che servono ai reports per la visualizzazione delle informazioni di performance.

A questo punto, cliccando nuovamente con il tasto destro su Custom Reports viene aperta la seguente schermata, dalla quale potete lanciare il report principale, Performance_Dashboard_Main e dal quale poi vengono aperti tutti gli altri reports. 

open_file

Prima di eseguire il report, SSMS vi avvisa che gli script eseguiti dal custom report potrebbero essere pericolosi. Cliccate su Run per proseguire. 

run_custom_report

Ecco quello che si presenta all'esecuzione del report: 

performance_dashboard_main  

Cliccando poi sui vari links presenti vengono di volta in volta richiamati i reports di dettaglio sulle statistiche di IO, sui waits, sulle performance per CPU, Letture e scritture, etc.

N.B. Il Performance Dashboard viene sostituito in SQL Server 2008 dalle funzionalità del Performance Studio e pertanto non verrà più mantenuto da Microsoft.

Mark Russinovich (l'autore dei tools di Sysinternals), è stato intervistato per conto di EDGE su diversi argomenti interessanti. E' possibile leggere l'intervista completa qui: http://edge.technet.com/Media/Interview-with-Mark-Russinovich-the-future-of-Sysinternals-Security-Windows/

Microsoft ha annunciato che SharePoint Server 2007 SP1 e Windows SharePoint Services 3.0 SP1 supportano pienamente SQL Server 2008. la documentazione tecnica riguardo al supporto per SQL Server 2008 è stata aggiornata ed è disponibile a questi indirizzi:

Tra i benefici per Sharepoint derivanti dal supporto a SQL Server 2008:

1. Migliore gestibilità

Una migliore manutenibilità è tanto importante per Sharepoint quanto per SQL Server 2008. Gli amministratori di Sharepoint possono contare sulle nuove funzionalità di gestione presenti in SQL Server 2008, come l'amministrazione basata su policy o la compressione dei backups. Per maggiori dettagli: http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc645579(SQL.100).aspx.

2. High Availability

SQL Server 2008 ha migliorato ulteriormente il supporto per l'high availability attraverso le nuove caratteristiche del data mirroring. Per maggiori dettagli http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc645581(SQL.100).aspx.

3. Sicurezza dei dati

Il database engine di SQL Server 2008 consente la crittografia trasparente dei databases.Gli amministratori di SharePoint possono utilizzare questa funzionalità semplicemente attivando il transparent data encryption (TDE). Non occorre alcuna modifica da parte di Sharepoint. Per maggiori dettagli: http://technet.microsoft.com/en-us/library/cc645578(SQL.100).aspx.

Il Service Pack 1 di SharePoint Server 2007 e Windows SharePoint Services 3.0, oltre a fornire questi vantaggi è anche un prerequisito per l'installazione su Windows Server 2008.

Recentemente mi è capitato di dover eliminare tutti i caratteri non numerici da una colonna all'interno di un data flow SSIS. Ovviamente ci sono molti modi possibili per farlo, ma l'utilizzo delle regular expression è risultato essere il modo più veloce...

Per utilizzare le RegEx all'interno di un data flow occorre scaricare il componente per la trasformazione dall'indirizzo http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?FamilyID=c16f11ad-150a-4091-b3a2-83d21d3e0973&displaylang=en
oppure utilizzare lo Script Component di SSIS. Vediamo un esempio di come usare quest'ultimo.

Per prima cosa trascinare lo Script Component all'interno del data flow e scegliere Transform per determinarne il comportamento, scegliere le colonne da passare allo script in ReadWrite.
Cliccare su Design Script ed aggiungere il codice seguente nell'area Imports:

Imports System.Text.RegularExpressions

quindi il codice seguente al posto della subroutine Input0_ProcessInputRow:

Public Overrides Sub Input0_ProcessInputRow(ByVal Row As Input0Buffer)

    If Row.CodiceProdotto_IsNull = False Or Row.CodiceProdotto = "" Then

        Dim pattern As String = String.Empty

        Dim r As Regex = Nothing

        pattern = "[^0-9]"

        r = New Regex(pattern, RegexOptions.Compiled)

        Row.CodiceProdotto = Regex.Replace(Row. CodiceProdotto , pattern, "")
    End If

End Sub

In questo modo, utilizzando poche righe di codice, si riesce a risolvere un problema abbastanza comune in maniera davvero semplice.

Alla prossima !


Grazie alla segnalazione di Igor, a questo link trovate un utilissimo documento che spiega come ottimizzare le prestazioni di una macchina virtuale, creata con Virtual PC, dedicata allo sviluppo con Sharepoint.

Di seguito una lista dei tools disponibili per VMWare ESX. La memorizzo qui così la trovo più facilmente :-)

  • Vizioncore - offre una serie di tools per la gestione ed il monitoraggio di installazioni VMWare: vRanger, vMigrator, vCharter, and vReplicator. vRanger (formerly ESX Ranger) è un'applicazione per il backup di macchine virtuali ESX. vMigrator è uno strumento per la conversione P2V. vCharter è un'applicazione per il monitoraggio delle prestazioni e vReplicator può essere utilizzato per replicare macchine virtuali o LUN della SAN in altri server/SAN.
  • Platespin - Forge, PowerRecon e PowerConvert. Forge è un appliance per il  disaster recovery che consente la protezione ed il ripristino di data centers nel caso di guasti, PowerRecon fornisce un servizio di inventario e di misurazione delle prestazioni dei server installati per facilitare la pianificazione dei data centers VMWare, mentre PowerConvert consente l'ottimizzazione dei data centers distribuendo il carico di lavoro tra server fisici, blades, host virtuali e archivi di immagini dei dischi via drag and drop
  • EsXpress - è una soluzione "scalabile e fault tolerant per il backup, il ripristino ed il distaster recovery di soluzioni con VMWare ESX".
  • Veaam - offre una serie di prodotti, alcuni dei quali gratuiti, per il backup, il monitoraggio e la gestione di infrastrutture VMWare ESX. Veeam Configurator consente di centralizzare la gestione delle impostazioni dei vari server da un'unica interfaccia Windows. Veeam Backup combina in un solo prodotto la capacità di effettuare il backup e/o la replica di macchine virtuali. Veeam FastSCP (free) dichiara una velocità 6 volte maggiore rispetto ai normali client SCP per la copia di dati tra servers ESX.
  • VMTS - offre una serie di script e tools, completamente gratuiti.

Per espandere la partizione di boot di una virtual machine creata con VMWare ESX è sufficiente seguire questa procedura:
  1. Spegnere la macchina virtuale.
  2. Effettuare il login sul'host ESX dalla console o via ssh.
  3. Posizionarsi sulla cartella contenente il file del disco di boot da espandere (es. /vmfs/volumes/mysandisk/myvirtualmachine)
  4. Utilizzare il comando vmkfstools per espandere il disco

    vmkfstools -X 20g myvirtualmachine.vmdk

    (ATTENZIONE !!! Questa operazione espande il disco dal punto di vista di VMWare: il sistema operativo continua a vedere la partizione di boot originale, con il disco di maggiori dimensioni e dello spazio non allocato).
  5. Per ridimensionare la partizione vista da Windows occorre un tool di terze parti. Io ho provato il live CD della distro Linux GParted e va benissimo, ma ci sono anche prodotti come Partition Magic, BartPE, etc
    Se usate GParted, potete scaricare l'ISO del live CD e montarlo da VMWare come un qualsiasi altro cd di boot.
  6. Riavviare la macchina virtuale.

Il 6 Agosto scorso Microsoft ha ufficializzato, durante la keynote al Teched Sudafrica, la disponibilità di SQL Server 2008 in versione definitiva.

E' già possibile scaricarlo, per gli abbonati, dai siti MSDN e licensing.

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